woolrich parka

Woolrich diventa tutta italiana MF fashion

La pi antica azienda americana di abbigliamento outdoor diventa di propriet italiana. Con la fusione tra Woolrich inc, fondata nel 1830 in Pennsylvania (Usa), e Woolrich Europe, il brand dell’Arctic parka finisce sotto il controllo della newco Woolrich international, controllata in maggioranza da Wp lavori in corso, societ fondata nel 1982 a Bologna da Cristina Calori, partner di Woolrich dal 1984 e licenziataria dal 1998 dapprima per l’Italia e successivamente per Europa e Asia. L’operazione punta ad accelerare la crescita del brand nei principali mercati internazionali a cominciare da Stati Uniti e Canada, che messi assieme generano ricavi per circa 50 milioni di dollari (circa 47 milioni di euro al cambio di ieri) sui 170 milioni di euro complessivi previsti a fine esercizio, per poi sbarcare in Cina con la costituzione di una societ dedicata. La motivazione a concludere l’affare arrivata dalle grandi opportunit di sviluppo percepite dagli emiliani in Nord America, dove peraltro Woolrich ha un carattere marcatamente outdoor, non allineato ai contenuti stilistici e al posizionamento premium della collezione europea Woolrich John Rich bros. L’operazione ha ottenuto il supporto del sistema bancario italiano, attraverso il finanziamento concesso da un pool di istituti comprendente Intesa San Paolo, Unicredit e Banca Popolare dell’Emilia Romagna. Il prestito include una tranche in favore della Woolrich inc, erogata a supporto del business Usa. Banca Imi e Unicredit hanno svolto il ruolo di joint mandated lead arrangers bookrunners e quello di financial advisor di woolrich bologna WP Lavori in Corso, mentre Deloitte ha agito come financial advisor per Woolrich Europe, Banca Imi come agent dell’operazione spaccio woolrich bologna di finanziamento e Financo come financial advisor per Woolrich inc. Le parti non hanno indicato i termini finanziari dell’accordo, che comprende le attivit industriali (tra cui lo storico lanificio Woolen Mill), i diritti associati al marchio e l’intera rete distributiva composta da 24 negozi monomarca Woolrich di cui 20 in Europa, due negli Usa (New York e Boston) e due in Giappone. Le certezze riguardano il controllo di maggioranza da parte di Wp che, secondo quanto risulta a MFF, si sarebbe assicurata circa l’85% delle azioni della woolrich online newco, e l’obiettivo della quotazione entro il 2020 presso una Borsa internazionale. L’orientamento del management di Woolrich international, con Cristina Calori nominata alla presidenza e Paolo Corinaldesi nel ruolo di ceo, vedrebbe Milano come piazza preferita per l’Ipo, circostanza suggerita dalla scelta di Londra come sede legale (London stock exchange group controlla Borsa Italiana) in aggiunta agli uffici operativi di New York, Woolrich in Pennsylvania, Bologna e Milano. Il listing arriver al termine della prima fase di sviluppo, con una previsione di crescita annua media del 12% per un giro d’affari che nel 2020 dovrebbe raggiungere i 266 milioni di euro e 500 occupati, con il supporto di un piano di investimenti da 45 milioni e oltre trenta aperture calendarizzate di store monobrand. Sette negozi li apriremo negli Stati Uniti, una volta rifondata l’azienda da un punto di vista strategico e operativo, ha spiegato a MFF Andrea Can, direttore creativo di Woolrich Europe, promosso global creative director con piena responsabilit di tutte le collezioni Woolrich e dell’immagine del brand. Woolrich in America ha un posizionamento medio, mentre noi vogliamo attaccare il mercato premium entrando con progetti seri e in maniera pi decisa nel canale wholesale e nei department store. Baggies oltre alla distribuzione di Barbour, Blundstone e Palladium. (riproduzione riservata)